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L’Associazione Genitori (A.Ge.) di Valmontone, aderente all’A.Ge. nazionale, è un’associazione senza fini di lucro, di solidarietà sociale, con l’obiettivo di promuovere il dibattito e il dialogo sui temi riguardanti i rapporti tra genitori e figli e... continua

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DAL VANGELO SECONDO MATTEO (5, 38-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.

Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Questa settimana voglio spogliarmi della veste del maestro e prendere quella dell’apprendista. Anche a conferma che la Parola di Dio è un pozzo senza fondo che ci stimola a sempre nuove ricerche. E forse sarà dipeso anche dal fatto che da lunedì a venerdì ho partecipato agli ‘esercizi spirituali’ per il clero della diocesi e quindi non ho avuto tempo per meditare i testi della liturgia di questa domenica. Ma anche questo può essere un passo avanti: stimolare voi, che in quanto battezzati possedete lo Spirito che ci aiuta a penetrare gli insondabili misteri di Dio, a diventare “protagonisti”.

Per Gesù chi sono i ‘malvagi’ ai quali raccomanda di non opporsi?

Parla proprio Lui che si è inimicato tutti, opponendosi agli scribi, ai farisei, ai sadducei tanto che ad un certo punto ne hanno preteso da Pilato la crocifissione! Come si conciliano le richieste della prima parte di questo vangelo con il suo atteggiamento esigente e irremovibile manifestato in tante occasioni?

Ne cito due soltanto. Al termine del discorso sull’Eucaristia nel quale invita i presenti a mangiare la sua carne e bere il suo sangue Giovanni racconta: “Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: “Volete andarvene anche voi?” (6,66s). Nessun cedimento, nessun passo indietro, nessun compromesso!

Oppure: “E un altro dei suoi discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. Ma Gesù gli rispose: “Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti“. (Matteo 8, 21s).

Perché tanta intransigenza?

Ma non posso pensare che Gesù dica una cosa e poi il contrario. Senz’altro le due richieste, di non opporsi e l’intransigenza, non si escludono. Spetta alla nostra mente, illuminata da Dio, trovare come si conciliano e si illuminano reciprocamente.

Volete unirvi alla mia ricerca? Mi aiutate? Fatemi sapere.

Se hai fiducia… !

A.Ge Valmontone

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (5, 17-37)
Così fu detto agli antichi: ma io dico a voi …

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.

Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non uccidere”; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio”; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

DAL LIBRO DEL SIRÀCIDE (15, 15-20)

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; / se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.

Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: / là dove vuoi tendi la tua mano.

Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: / a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.

Grande infatti è la sapienza del Signore; / forte e potente, egli vede ogni cosa.

I suoi occhi sono su coloro che lo temono, / egli conosce ogni opera degli uomini.

A nessuno ha comandato di essere empio / e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 118
Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via / e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti / e lo cerca con tutto il cuore.
Tu hai promulgato i tuoi precetti / perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie / nel custodire i tuoi decreti.
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita, / osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri / le meraviglie della tua legge.
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti / e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge / e la osservi con tutto il cuore.

Nel vangelo di questa domenica. ed è la terza, la Chiesa proclama un altro brano del discorso della montagna (Matteo capitoli 5-7). In questo discorso Gesù traccia le linee guida alle quali debbono attenersi chi vuole farsi suo discepolo.

Il brano di oggi è molto lungo. Ne ho fatto un estratto, conservando alcuni dei precetti.

Ma la mia attenzione non si è soffermata su di essi, ma su quanto è detto nella prima lettura e nel salmo responsoriale.

Chiedo scusa se l’ho già detto in passato. Se così fosse vi chiedo scusa. Ma lo ritengo talmente importante che non voglio corre il rischio.

Personalmente penso che si possa applicare a Dio e alla religione il detto. “Quando il gatto manca, il topo balla”. Questo penso sia una attualizzazione di quanto racconta la Bibbia: “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire» (Genesi 2, 17-19).

L’uomo pensa che scrollandosi di dosso Dio e seguendo i suoi desideri troverà una vita beata. E pare che i risultati che sta ottenendo non gli stiano servando a nulla.

Ed ecco allora il grido: “Beato!”.

Però è necessaria una condizione: “se hai fiducia in lui”. Senza che ce ne accorgiamo, ogni volta che noi non seguiamo le direttive di Dio, in fondo in fondo, non abbiamo fiducia in Lui, pensiamo di saperne di più noi.

E allora la Chiesa, Madre, ci mette in bocca questa preghiera: “Aprimi gli occhi… Insegnami… Dammi intelligenza!

Confesso che personalmente ho chiesto al Signore tutto questo per me, per quanti mi ha affidato come parroco e legati a me per vincoli di sangue, di amicizia e di conoscenza.

La luce!

A.Ge Valmontone

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (5, 13-16)
Voi siete la luce del mondo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI (2, 1-5)
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.

Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAÌA (58, 7-10)
La tua luce sorgerà come l’aurora.

Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio] / nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, / nel vestire uno che vedi nudo, / senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, / la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia, / la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, / implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, / il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato, / se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, / la tua tenebra sarà come il meriggio».

Avrete notato che ho invertito l’ordine in cui le letture vengono proclamate nella messa. Il motivo? Perché quella messa qui per prima è come il fine di cui la seconda e terza dicono i mezzi.

Ho messo come titolo “la luce”.

Dovete sapere (per chi non lo sa) che, precedendo anche quanto stabilito dalla Chiesa nel 1992, ogni anno, dal 1978, faccio la visita alle famiglie della parrocchia, cominciando a fine settembre per finire a giugno dell’anno successivo.

Proprio nelle ultime tre settimane, visitando le famiglie di una contrada della parrocchia, è successo che su un totale di 87 mi hanno accolto sono in 33. Delle altre: 18 non le ho trovate, nonostante fossero state avvertite per lettera, con precisazione del giorno e dell’ora della mia visita, 2 mi hanno mandato un messaggio nel quale mi informavano che non avevano piacere e a 34, che negli ultimi due/tre anni, nonostante l’avviso non ho trovate, o ho messo la lettera nella quale dicevo che se avessero avuto piacere bastava che me lo avessero detto, anche solo per telefono, oppure nemmeno quella (perché dopo due/tre anni che avevo messo una lettera di questo tenore senza alcun risultato ho pensato che era inutile continuare ad ….infastidire).

Naturalmente, come parroco, non posso essere contento. Il Signore mi ha mandato in questa parrocchia per far risplendere in essa la sua luce anche a chi non mi ha accolto. E non posso avere pace, ma da fare perché questo si realizzi, e mi chiedo continuamente, giorno e notte, con quali mezzi.

Purtroppo per il momento i risultati sono a dir poco avvilenti. L’ultima ‘etichetta’ che mi hanno appioppato, me l’hanno riferita questa mattina, è ‘svuota-chiesa’. Ma non mi perdo d’animo. Il fine e i mezzi da seguire sono quelli illustrati da queste tre letture.

Il fine è far risplendere la luce di Dio in tutti i miei parrocchiani, anche in quelli che non mi accolgono.

I mezzi? Far affidamento sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza e quindi intensificare la mia presenza davanti al Tabernacolo e compiere quelle opere di cui parla il profeta Isaia.

Però Gesù disse ai “suoi discepoli”, quindi potremmo dire: alla comunità cristiana che vive il suo essere discepola di Gesù. Quindi tutti coloro che credono di appartenere a questa categoria debbono sentirsi impegnati ad invocare lo Spirito e a comportarsi in modo da essere luce che risplende nelle tenebre.