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L’Associazione Genitori (A.Ge.) di Valmontone, aderente all’A.Ge. nazionale, è un’associazione senza fini di lucro, di solidarietà sociale, con l’obiettivo di promuovere il dibattito e il dialogo sui temi riguardanti i rapporti tra genitori e figli e... continua

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DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI (2, 1-5)
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.
DAL VANGELO SECONDO LUCA  (24, 35-48)
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
È la sera della risurrezione. Oggi la Chiesa ci propone il racconto secondo S. Luca.  Nei versetti 1 – 34 del cap. 24 l’evangelista racconta dell’incontro di Gesù con i due discepoli di Emmaus. Quindi segue il testo di oggi.
Dopo aver supplicato il Signore per circa due ore perché mi suggerisse cosa avrei dovuto dire nelle omelie di questa domenica, ecco che all’improvviso la mia attenzione è stata calamitata dal fatto che i discepoli credevano di vedere un fantasma.
Il fantasma è un’immagine incorporea, evanescente. Il vocabolario Treccani lo definisce: “Immagine non corrispondente a realtà, cosa inesistente, illusoria, puro prodotto di fantasia”. Qualcosa che colpisce solo alcuni sensi: la vista e l’udito, ma non il tatto: “Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa”.
Il cristiano è chiamato a “carne e ossa” a Gesù nel mondo. Ma come può farlo?
Come?
Qui ci viene in aiuto la seconda lettura: “Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti”. Quindi noi possiamo far non essere Cristo un fantasma ma un corpo osservando i suoi comandamenti.
Quali? Ripensiamo al “discorso della montagna” (Matteo 5-7).
Sforzandoci a realizzarlo usciremmo dall’etereo ed entreremmo nel corporeo.
Ripercorriamo alcuni assunti di questo discorso:
“Beati i poveri in spirito /Beati quelli che sono nel pianto,  / Beati i miti / Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia / Beati i misericordiosi  / Beati gli operatori di pace, / Beati i perseguitati per la giustizia, / Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno / Rallegratevi ed esultate [tra parentesi questo è il titolo dell’ultima recentissimi Esortazione apostolica di Papa Francesco Gaudete et exsultate] perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai… Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra,
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano.
Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”
Sforzandosi di fare tutto questo il cristiano darebbe oggi un “corpo” a Cristo che tutti potrebbero “toccare”.
Preghiamo perché lo Spirito Santo ci aiuti!

DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI (2, 1-5)

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.

DAL VANGELO SECONDO LUCA (24, 35-48)

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

È la sera della risurrezione. Oggi la Chiesa ci propone il racconto secondo S. Luca.  Nei versetti 1 – 34 del cap. 24 l’evangelista racconta dell’incontro di Gesù con i due discepoli di Emmaus. Quindi segue il testo di oggi.

Dopo aver supplicato il Signore per circa due ore perché mi suggerisse cosa avrei dovuto dire nelle omelie di questa domenica, ecco che all’improvviso la mia attenzione è stata calamitata dal fatto che i discepoli credevano di vedere un fantasma.

Il fantasma è un’immagine incorporea, evanescente. Il vocabolario Treccani lo definisce: “Immagine non corrispondente a realtà, cosa inesistente, illusoria, puro prodotto di fantasia”. Qualcosa che colpisce solo alcuni sensi: la vista e l’udito, ma non il tatto: “Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa”.

Il cristiano è chiamato a “carne e ossa” a Gesù nel mondo. Ma come può farlo?

Come?

Qui ci viene in aiuto la seconda lettura: “Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti”. Quindi noi possiamo far non essere Cristo un fantasma ma un corpo osservando i suoi comandamenti.

Quali? Ripensiamo al “discorso della montagna” (Matteo 5-7).

Sforzandoci a realizzarlo usciremmo dall’etereo ed entreremmo nel corporeo.

Ripercorriamo alcuni assunti di questo discorso:

Beati i poveri in spirito /Beati quelli che sono nel pianto,  / Beati i miti / Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia / Beati i misericordiosi  / Beati gli operatori di pace, / Beati i perseguitati per la giustizia, / Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno / Rallegratevi ed esultate [tra parentesi questo è il titolo dell’ultima recentissimi Esortazione apostolica di Papa Francesco Gaudete et exsultate] perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai… Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra,

Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano.

Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.

Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli

Sforzandosi di fare tutto questo il cristiano darebbe oggi un “corpo” a Cristo che tutti potrebbero “toccare”.

Preghiamo perché lo Spirito Santo ci aiuti!

AL VANGELO SECONDO GIOVANNI (20, 19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Gesù, la sera della resurrezione, mette sulle spalle dei preti, perché questi, collaboratori dei vescovi, sono oggi i successori di quelli che la sera di Pasqua ricevettero da Gesù il mandato di rimettere o non rimettere i peccati.

Cioè, checché se ne dica a proposito del “giudicare”, l’indicazione di Gesù è apodittica: il confessore deve giudicare a chi si e a chi no! Responsabilità tremenda!

Però Gesù è grande! E prima di mettere questa responsabilità sulle spalle di un povero uomo gli dona lo Spirito: soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo….».

La Chiesa nella sua storia ha sempre invocato lo Spirito Santo!

Allora, da povero prete, anche a nome di tutti i preti, pregate lo Spirito perché ci stia sempre accanto quando dobbiamo “Giudicare” a chi si e a chi no.

Grazie!

Dagli Atti degli Apostoli (10, 34a. 37-43)

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.

E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Qualche giorno fa sentivo due parroci che facevano il consuntivo su quante “case” avevano benedetto: circa il 50% e commentavano, vedendo in questa così bassa percentuale, il segno della diminuzione della fede. Senz’altro. Però ci sono anche altre cause. Per esempio la mancanza di punti di riferimento.

Non ricordo se fino al 1953 o 56 la celebrazione della resurrezione si faceva il sabato santo mattina. Ad un certo punto della celebrazione si “scioglievano” (e si “sciolgono” ancora adesso) le campane. E in un contesto nel quale molte donne erano in casa perché non lavoravano, che non c’era la televisione sempre accesa (per compagnia), non c’era il rumore del traffico ecc. il suono delle campane era ben percepito anche a grandi distanze.

Questo suono annunciava che di lì a qualche ora sarebbe passato il prete, accompagnato dai chierichetti che portavano il cesto per le uova, a “benedire la casa”, che nel frattempo era stata fatta oggetto delle “pulizie pasquali”.

Ma ecco che in quegli anni, finalmente e giustamente, la Chiesa ha riportato la celebrazione della resurrezione alle ore nelle quali deve essersi verificata: nella notte del sabato, prima dell’alba della nostra domenica.

A questo punto le campane si sciolgono, ma in piena notte, e a quell’ora la gente sta a dormire. E allora la benedizione delle case è stata, dalle parti nostre (sbagliando), anticipata all’inizio ai primi giorni della settimana santa e poi sempre più avanti fino ad arrivare all’inizio della quaresima. Per cui il punto fermo dello scioglimento delle campane non c’è stato più. Così son cadute anche le pulizie pasquali (perché non si sapeva quando il prete sarebbe venuto e quindi le case una volta pulite potevano nel frattempo risporcarsi e quindi sarebbe stata fatica che si poteva fare in qualsiasi momento), non si sapeva quando il prete sarebbe passato. È vero che a volte, la domenica, in chiesa, viene dato l’annuncio di in quali strade il prete sarebbe passato, ma sarebbe sempre stato un appuntamento labile. E poi in che percentuale la gente va a messa e quindi è informata?

Allora, è vero che la fede è diminuita, ma è anche vero che se a questa diminuzione si aggiunge anche la scomparsa di punti di riferimento ecco che si spiega la bassa percentuale delle case benedette.

Mi sono limitato a far rilevare solo questo punto.

Le cose importanti sono altre. Ma ad essere benedette debbono essere le mura?

La Chiesa, oltre ad aver cambiata l’ora della celebrazione della resurrezione, dal 1992 ha cambiato i destinatari e la finalità della “vecchia benedizione delle case”. Non sono più le mura, ma le persone “nelle case” e la finalità che non è più annunciare che Cristo è risorto ma “avvicinare e conoscere tutte le famiglie” ed è riservata solo ai parroci e ad altri sacerdoti o diaconi che collaborano con lui nella gestione della pastorale parrocchiale, e non a sacerdoti o diaconi “presi in prestito”.

Che rivoluzione! Purtroppo ancora lontana dall’essere messa in pratica da chi di dovere, ma che sarà l’unica ad avere un futuro!