Se hai fiducia… !

A.Ge Valmontone

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (5, 17-37)
Così fu detto agli antichi: ma io dico a voi …

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.

Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non uccidere”; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio”; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

DAL LIBRO DEL SIRÀCIDE (15, 15-20)

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; / se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.

Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: / là dove vuoi tendi la tua mano.

Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: / a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.

Grande infatti è la sapienza del Signore; / forte e potente, egli vede ogni cosa.

I suoi occhi sono su coloro che lo temono, / egli conosce ogni opera degli uomini.

A nessuno ha comandato di essere empio / e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 118
Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi è integro nella sua via / e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti / e lo cerca con tutto il cuore.
Tu hai promulgato i tuoi precetti / perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie / nel custodire i tuoi decreti.
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita, / osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri / le meraviglie della tua legge.
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti / e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge / e la osservi con tutto il cuore.

Nel vangelo di questa domenica. ed è la terza, la Chiesa proclama un altro brano del discorso della montagna (Matteo capitoli 5-7). In questo discorso Gesù traccia le linee guida alle quali debbono attenersi chi vuole farsi suo discepolo.

Il brano di oggi è molto lungo. Ne ho fatto un estratto, conservando alcuni dei precetti.

Ma la mia attenzione non si è soffermata su di essi, ma su quanto è detto nella prima lettura e nel salmo responsoriale.

Chiedo scusa se l’ho già detto in passato. Se così fosse vi chiedo scusa. Ma lo ritengo talmente importante che non voglio corre il rischio.

Personalmente penso che si possa applicare a Dio e alla religione il detto. “Quando il gatto manca, il topo balla”. Questo penso sia una attualizzazione di quanto racconta la Bibbia: “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire» (Genesi 2, 17-19).

L’uomo pensa che scrollandosi di dosso Dio e seguendo i suoi desideri troverà una vita beata. E pare che i risultati che sta ottenendo non gli stiano servando a nulla.

Ed ecco allora il grido: “Beato!”.

Però è necessaria una condizione: “se hai fiducia in lui”. Senza che ce ne accorgiamo, ogni volta che noi non seguiamo le direttive di Dio, in fondo in fondo, non abbiamo fiducia in Lui, pensiamo di saperne di più noi.

E allora la Chiesa, Madre, ci mette in bocca questa preghiera: “Aprimi gli occhi… Insegnami… Dammi intelligenza!

Confesso che personalmente ho chiesto al Signore tutto questo per me, per quanti mi ha affidato come parroco e legati a me per vincoli di sangue, di amicizia e di conoscenza.

La luce!

A.Ge Valmontone

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (5, 13-16)
Voi siete la luce del mondo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI (2, 1-5)
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.

Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAÌA (58, 7-10)
La tua luce sorgerà come l’aurora.

Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio] / nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, / nel vestire uno che vedi nudo, / senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, / la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia, / la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, / implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, / il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato, / se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, / la tua tenebra sarà come il meriggio».

Avrete notato che ho invertito l’ordine in cui le letture vengono proclamate nella messa. Il motivo? Perché quella messa qui per prima è come il fine di cui la seconda e terza dicono i mezzi.

Ho messo come titolo “la luce”.

Dovete sapere (per chi non lo sa) che, precedendo anche quanto stabilito dalla Chiesa nel 1992, ogni anno, dal 1978, faccio la visita alle famiglie della parrocchia, cominciando a fine settembre per finire a giugno dell’anno successivo.

Proprio nelle ultime tre settimane, visitando le famiglie di una contrada della parrocchia, è successo che su un totale di 87 mi hanno accolto sono in 33. Delle altre: 18 non le ho trovate, nonostante fossero state avvertite per lettera, con precisazione del giorno e dell’ora della mia visita, 2 mi hanno mandato un messaggio nel quale mi informavano che non avevano piacere e a 34, che negli ultimi due/tre anni, nonostante l’avviso non ho trovate, o ho messo la lettera nella quale dicevo che se avessero avuto piacere bastava che me lo avessero detto, anche solo per telefono, oppure nemmeno quella (perché dopo due/tre anni che avevo messo una lettera di questo tenore senza alcun risultato ho pensato che era inutile continuare ad ….infastidire).

Naturalmente, come parroco, non posso essere contento. Il Signore mi ha mandato in questa parrocchia per far risplendere in essa la sua luce anche a chi non mi ha accolto. E non posso avere pace, ma da fare perché questo si realizzi, e mi chiedo continuamente, giorno e notte, con quali mezzi.

Purtroppo per il momento i risultati sono a dir poco avvilenti. L’ultima ‘etichetta’ che mi hanno appioppato, me l’hanno riferita questa mattina, è ‘svuota-chiesa’. Ma non mi perdo d’animo. Il fine e i mezzi da seguire sono quelli illustrati da queste tre letture.

Il fine è far risplendere la luce di Dio in tutti i miei parrocchiani, anche in quelli che non mi accolgono.

I mezzi? Far affidamento sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza e quindi intensificare la mia presenza davanti al Tabernacolo e compiere quelle opere di cui parla il profeta Isaia.

Però Gesù disse ai “suoi discepoli”, quindi potremmo dire: alla comunità cristiana che vive il suo essere discepola di Gesù. Quindi tutti coloro che credono di appartenere a questa categoria debbono sentirsi impegnati ad invocare lo Spirito e a comportarsi in modo da essere luce che risplende nelle tenebre.

Poveri in spirito!

A.Ge Valmontone

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (5,1-12°)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.

Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, / perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, / perché saranno consolati.
Beati i miti, / perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, / perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, / perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, / perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, / perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, / perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Alla Messa nella quale c’erano molti bambini, per dare visivamente il concetto di “poveri in spirito” ho fatto venire avanti due mamme che avevano in braccio i loro figlioletti, Chiara e Flavio, di pochi mesi, che stavano sereni e tranquilli, e li ho indicati come due esempi viventi di “poveri in spirito”. Infatti per la Bibbia la povertà in spirito è la disposizione interiore di chi pone tutte le sue sicurezze in Dio solo, così come Flavio e Chiara trovavano loro sicurezza dalle braccia delle loro mamme.

Poi ho proseguito che oltre ai due figlioletti, in quella messa c’era almeno un’altra persona che Dio stava ‘costringendo’ a trovare tutte le sue sicurezze in Lui solo. E quella persona ero io!

Quasi quarant’anni fa fui mandato in questa parrocchia, dove non c’era praticamente nulla, e dove bisognava fare tutto: demolire una collina di tufo, al suo posto costruire una chiesa, i locali per il ministero pastorale, la casa del parroco, senza avere una lira.

Mi preoccupai solo di una cosa: sapere se quell’opera era voluta da Dio, perché nel salmo 115, 3 è scritto: “Tutto ciò che vuole il Signore lo compie”. L’unico che poteva darmi la certezza che quell’opera fosse voluta da Dio era il Vescovo. Ottenuta la sua approvazione mi sono messo all’opera, con i collaboratori abbiamo dato inizio all’opera, spendendo 2,5 miliardi di lire! Tutti pagati.

Il Signore aveva mantenuta la sua parola.

Sono passati da allora 24 anni e mi ritrovo nella stessa condizione di allora. Dobbiamo fare lavori assolutamente necessari e abbiamo da parte si e no la decima parte della somma che occorrerà, che penso, supererà i 200.000 Euro.

Certo adesso sono vecchio, e forse non ho più l’incoscienza giovanile e confesso che ho una grande paura.

Però ancora una volta il Signore mi ha ‘costretto’ o meglio per dirla con il profeta Geremia: “Mi hai sedotto, Signore, ed io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso” (20,7). Come?

Durante la permanenza d’Israele nel deserto, mentre era in cammino, verso la terra promessa, il popolo soffriva la sete e si lamentava con Mosè. Mosè si è rivolto a Dio che gli ha indicato una parete di roccia arida ordinandogli di colpirla con il bastone con il quale aveva fatto aprire le acque del Ma Rosso, perché da quella roccia sarebbe sgorgata l’acqua. Ma in quel momento Mosè ha avuto un attimo di sfiducia. E Dio lo ha punito.

Racconta il libro del Deuteronomio: «Il Signore disse a Mosè: “Sali su questo monte degli Abarìm, sul monte Nebo, che è nella terra di Moab, di fronte a Gerico, e contempla la terra di Canaan, che io do in possesso agli Israeliti. Muori sul monte sul quale stai per salire e riunisciti ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati, perché siete stati infedeli verso di me in mezzo agli Israeliti alle acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin, e non avete manifestato la mia santità in mezzo agli Israeliti. Tu vedrai la terra davanti a te, ma là, nella terra che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai!“» (32,48-52).

La colpa di Mosè sta nel fatto che dopo aver ricevuto tante prove della potenza di Dio (le piaghe d’Egitto, l’apertura delle acque del Mar Rosso, la manna, le quaglie) ancora non si fidava di Lui. E per questo ha potuto vedere la terra promessa solo da lontano, senza potervi entrare.

Ora io mi trovo nella stessa situazione di Mosè. Dopo aver ricevuto una grande prova della potenza di Dio (2,5 miliardi di lire) come posso dubitare per una cifra dieci volte più piccola.

E siccome vorrei entrare nella terra promessa, il paradiso, ancora una volta mi sono sincerato che fosse volontà di Dio che dessi inizio a questi lavori e poi ho dato il via.

Pregate per me, perché possa continuare ad essere ‘povero in spirito’ e abbandonarmi fiducioso tra le braccia di Dio come Flavio e Chiara.

Grazie.