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L’Associazione Genitori (A.Ge.) di Valmontone, aderente all’A.Ge. nazionale, è un’associazione senza fini di lucro, di solidarietà sociale, con l’obiettivo di promuovere il dibattito e il dialogo sui temi riguardanti i rapporti tra genitori e figli e... continua

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DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (20, 19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»…..

Mi sono riletto il commento di tre anni fa e purtroppo ho notato che le mie riflessioni di allora sono le stesse di oggi: riguardano la tanto decantata misericordia di Dio. Mi chiedevo: “Ma Dio è proprio misericordia?”.

Quel: “a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” per me è un tormento. In base a quali criteri a chi “si” e a chi “no” il perdono? Alle simpatie o antipatie personali del confessore nei confronti del penitente? Si chiede al confessore di “discernere”. Discernere cosa? In quali casi, visti i condizionamenti, certi comandamenti cessano?

In una delle tante discussioni avute da Gesù con gli scribi e i farisei San Marco racconta:

Ed egli rispose loro: “Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:
Questo popolo mi onora con le labbra, / ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”. E diceva loro: “Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre , e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte . Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn , cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte
“. (7, 6-13)

Ho il dubbio che oggi stia succedendo la stessa cosa. Con i nostri “discernimenti” stiamo annullando la Parola di Dio.
A volte penso che Gesù con i confessori sia stato estremamente cattivo. Mette sulle spalle di un povero uomo la responsabilità di dire “a te si” e “a te no”!.

Per assolvere a questo compito Gesù ha concesso lo Spirito Santo. Però mi chiedo: “Ma se tutti i confessori hanno ricevuto lo stesso Spirito com’è che non tutti sono d’accordo? Chi sostiene un comportamento e chi l’opposto? Per chi certe cose sono peccato e per chi no”.

Continuo a dire come S. Agostino: “io cerco!”.

Alle omelie di oggi ho cominciato e terminato con l’invito del Papa: “Pregate per me”, però ho anche aggiunto “per tutti i confessori!”.

Lo chiedo anche a voi. Grazie!

Dio è risorto!!!

A.Ge Valmontone

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (28,1-10)

Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.

Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve.

Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto».

Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.

Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono.

Vi chiedo scusa se oggi invio le mie riflessioni con un giorno di ritardo. Ma capirete: ieri proprio non mi ci è scappato il tempo! Dice un proverbio latino: “Quod differtur non aufertur” (ciò che è differito non è abolito). Perciò eccomi qui.

Vi ricorderete che domenica scorsa vi avevo presentato la canzone di Francesco Guccini: “Dio è morto” e vi dicevo che condividevo la sua analisi sulla nostra società per quanto riguarda il rapporto con Dio e concludevo con l’ultima strofa:

Ma penso / che questa mia generazione è preparata / a un mondo nuovo e a una speranza appena nata / ad un futuro che ha già in mano, / a una rivolta senza armi / perché noi tutti ormai sappiamo / che se Dio muore è per tre giorni / e poi risorge…..” e aggiungevo:

E la Chiesa ha condensato tutto questo nel “Triduo sacro” quando celebra in successione la morte e la resurrezione di Gesù. Ma la cosa bella è che questo cambiamento, da morte a vita, non dipende dall’azione dell’uomo, ma dalla potenza di Dio!!!”.

Ho fatto questa aggiunta ‘sintetica’ perché mi ripromettevo di essere più esauriente a Pasqua celebrata.

I conoscitori della canzone di Guccini avranno notato che la mia citazione era ‘monca’, infatti non ho messo gli ultimi tre versi: “In ciò che noi crediamo Dio è risorto, / in ciò che noi vogliamo Dio è risorto, / nel mondo che faremo Dio è risorto”.

Guccini ripone la sua speranza di resurrezione delle capacità dell’uomo, io, seguendo la Parola di Dio e la Chiesa, credo che solo la potenza di Dio può far risorgere l’uomo dalla morte nel quale è sprofondato. Non che l’uomo non sia capace di nulla, Certo ha in sé la scintilla divina che Dio gli ha infuso al momento della creazione. Infatti il Libro della Genesi, dopo aver raccontato la creazione dell’uomo e della donna, conclude: “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (1,31). Il peccato originale ha intaccato questa “bontà” (non morale ma esistenziale) iniziale, ma non l’ha annientata. Quindi l’uomo ha in sé la capacità di fare il bene. Ma la resurrezione che può essere solo opera di Dio è tutta un’altra cosa. E questo è il dono pasquale che Dio fa all’uomo applicandogli la vita nuova che Cristo ha guadagnato con la sua morte resurrezione.

Questa mia convinzione è espressa meravigliosamente nella preghiera dopo la settima lettura della Veglia pasquale: “O Dio, potenza immutabile e luce che non tramonta, volgi lo sguardo alla tua Chiesa, … e compi l’opera predisposta nella tua misericordia: tutto il mondo veda e riconosca che ciò che è distrutto si ricostruisce, ciò che è invecchiato si rinnova e tutto ritorna alla sua integrità, per mezzo del Cristo, che è principio di tutte le cose.

Il fondamento della resurrezione per Guccini è l’uomo, per la Chiesa  e…per me è Cristo!

Dio è morto!!!

A.Ge Valmontone

Dal vangelo secondo Matteo (21,1-11)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».

I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».

Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Leggendo questo racconto mi sono chiesto: “Ma oggi è così? È così importante nella vita della gente Gesù, Dio?”.

E come in un lampo mi è venuto alla mente il titolo di una canzone di tanti anni fa; “Dio è morto!”. Ho cercato nello sconfinato mondo di internet ed ho trovato: l’autore è Francesco Guccini e l’anno di composizione dovrebbe essere il 1982. Scorrendo il testo ho visto che era proprio rispondente alle mie sensazioni. Ne riporto alcuni brani:

“M’han detto / che questa mia generazione ormai non crede / in ciò che spesso han mascherato con la fede… / perché è venuto ormai il momento di negare / tutto ciò che è falsità / le fedi fatti di abitudini e paura….
È un Dio che è morto / nei campi di sterminio, Dio è morto / coi miti della razza, Dio è morto / con gli odi di partito, Dio è morto.

Anche io, come Guccini, penso che per la maggior parte della gente Dio è morto o almeno vive come se non esistesse. Quante attività cominciano con: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”? Chi nell’organizzare la propria vita sociale, economica, familiare, sessuale fa più riferimento alle indicazioni (= i comandamenti) che Dio ha dato?

Mi sembra che l’umanità sia come una squadra di calcio senza allenatore, ognuno fa quello che vuole.

Guccini canta che “non crede / in ciò che spesso han mascherato con la fede… / perché è venuto ormai il momento di negare / tutto ciò che è falsità / le fedi fatti di abitudini e paura….”.

Condivido pienamente!

Siamo ormai a Pasqua. Ancora c’è chi desidera la benedizione della casa e dei negozi. Ma per quanti è solo una maschera della fede che non c’è?

Personalmente da quarant’anni da settembre a giugno, faccio la visita alle famiglie, ma preciso che la finalità è “avvicinare e conoscere” i miei parrocchiani e faccio, nel tempo pasquale (tra pasqua e pentecoste) a chi me lo chiede, la benedizione dei negozi e dei posti di lavoro, ma spiego sempre che lo scopo non è di far prosperare gli affari ma è un invito a ringraziare Dio e cito le parole della Messa: “Benedetto sei tu Signore, Dio dell’universo, dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane…..questo vino…”.

Ma dopo l’analisi negativa, ma realistica, Guccini apre alla speranza:

Ma penso / che questa mia generazione è preparata / a un mondo nuovo e a una speranza appena nata / ad un futuro che ha già in mano, / a una rivolta senza armi / perché noi tutti ormai sappiamo / che se Dio muore è per tre giorni / e poi risorge…..”.

E la Chiesa ha condensato tutto questo nel “Triduo sacro” quando celebra in successione la morte e la resurrezione di Gesù

Ma la cosa bella è che questo cambiamento, da morte a vita, non dipende dall’azione dell’uomo, ma dalla potenza di Dio!!!